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si specchiano le Tre Cime di Lavaredo, i Ciadìs di Misurina, il Sorapis, il Cristallo, il Piz Popena, le crode dei Rondoi e la Torre dei Tre Scarperi.

Da tempo immemorabile le due Regole della Villa Grande e della Villa Piccola riunite nel Magnifico Commune Generale di Auronzo, sono proprietarie di un vasto territorio che da Treponti va fino al Ponte della Marogna, Cima del Monte Cristallo, Cima di Monte Piana, Vette delle Tre Cime di Lavaredo, Cima del Monte Paterno, Cima del Monte Cengia , Cima della Croda dei Toni e Cima del Monte Popera. Fino all’anno 1752 i confini del territorio di proprietà delle due Regole erano molto più ampi e raggiungevano la vetta della Torre di Toblin, la vetta della Torre dei Tre Scarperi e la vetta del Monte Rudo. Nel 1752 la Repubblica di Venezia e l’imperatrice d’Austria Maria Teresa, hanno inviato i propri rappresentanti a Rovereto per definire le annose vertenze di confine che hanno visto contrapposte per secoli le Comunità di Auronzo con quelle di Ampezzo e di Dobbiaco. Fino al 1582 il confine tra Auronzo e Dobbiaco passava per Landro, comprendendo anche il lago omonimo. Quello tra Ampezzo ed Auronzo era invece fissato sul coston di Costabella e la cima del Monte Cristallo. Nel 1582 , nel 1589 e nel 1752, a seguito dei trattati in materia di confini firmati in tali anni dalla Serenissima e dall’Austria, le Regole di Auronzo furono private di parte del proprio territorio. Nel 1582, la linea di confine indietreggiò Da Landro al Ponte della Marogna, nel 1589 dal Coston di Costabella al Monte

Fumo ossia il Rauhkofel e da Landro al Sasso Gemello. Nel 1752 fu data la mazzata finale. Le Regole di Auronzo persero tutta la Valle di Rin Bon, che era stata difesa per secoli anche dai Patriarchi di Aquileia, come dimostrano le sentenze delle cause tenute nel castello di Pieve di Cadore dal 1341 al 1375, delle quali ci sono rimaste le pergamene. La Repubblica di Venezia ormai in declino, cedeva parte del territorio di Auronzo per ottenere da altre parti. Ma le due Regole conservarono la proprietà di Misurina, della Val Popena Alta e Bassa, di quasi tutto il Monte Piana, della Valle di Rin Bianco, della Valle di Longeres, di parte del Monte Arghena, delle due Monti de Inze e de Fora, di Longeres, dei Piani di Lavaredo, di Cengia, di Cianpedele e di tutti i Ciadìs de Misurina, comprese Maraja, il bosco di Costalta e Federavecchia. Grazie alle secolari vertenze di confine, nessun altra Regola ha la possibilità di attingere a una così vasta mole di manoscritti,

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